Tra mobili antichi e storiche memorie sulle tracce di un odore folgorante.

Il viaggiatore che decide di visitare Castel Tasso, magnifico maniero situato a pochi passi dal borgo storico di Vipiteno, vive un’esperienza unica che travalica spazio e tempo. Tra le sue mura sono perfettamente conservate memorie storiche e artistiche accumulate sin dal basso medioevo. Chi ama viaggiare alla ricerca di nuovi stimoli odorosi, troverà nutrimento per le proprie narici in una stanza in cui aleggia una fragranza soave e balsamica, con leggere sfumature speziate. Si tratta di una camera da letto arredata con mobili di oltre quattrocento anni e fabbricati in legno di cirmolo, l’origine del profumo ancora presente nell’ambiente.
Io sono stata uno di quei viaggiatori e, folgorata dalla fragranza, ho deciso di saperne di più sul cirmolo. Probabilmente chi non abita in Alto Adige non ha molta dimestichezza con questa specie il cui nome botanico è Pinus cembra, ma è meglio nota come cirmolo, pino cembro, pino delle Alpi o areale. È una conifera aghifoglie della famiglia delle Pinacee che ha attecchito su tutto l’arco alpino, prediligendo le alte vette dai 1600 ai 2100 metri. Specie longeva e resistente, convive felicemente con altre specie arboree, ma soprattutto sulle Dolomiti ha trovato l’habitat
perfetto per formare boschi puri.
Gli altoatesini amano tanto il cirmolo da utilizzarne quasi tutte le parti:
- il legno, facilmente lavorabile, per le sculture (tipiche quelle della Val Gardena) e per gli arredi;
- i pinoli per lo strudel;
- le pigne per aromatizzare le grappe;
- aghi e rametti per l’olio essenziale;
- i trucioli per l’imbottitura di cuscini terapeutici e come profumatori naturali per la casa.
La conclusione che se ne trae è che se i sudtirolesi definiscono il cirmolo la Regina delle Alpi ne hanno ben donde! Senza alcun dubbio però la caratteristica che lo rende così prezioso risiede in particolare nella sua resina contenente vitamina C, trementina e pinosilvina.
L’aroma che sprigiona questa essenza ha proprietà sorprendenti. Ha la caratteristica di inibire lo sviluppo di parassiti come le tarme e i tarli, è un antibatterico naturale e ha un effetto positivo sul benessere psicofisico e sulla salute delle persone. Inoltre l’efficacia olfattiva dura a lungo. Una casa arredata con mobili di questo materiale profumerà per molti anni in modo naturale e benefico.
Anche oggi gli altoatesini hanno la sana abitudine di porre dei trucioli in ciotole sparse per la casa e, nella stagione fredda, bagnarli e lasciarli asciugare sui caloriferi caldi. Così come sono usi dormire in letti di legno di cirmolo per un riposo ristoratore. Secondo alcuni studi il suo profumo abbassa il battito cardiaco e normalizza il ritmo fisiologico del sonno.
In aggiunta, le sue proprietà balsamiche migliorano e aiutano la respirazione in caso di affezioni alle vie respiratorie.
Un’altra tradizione è quella di intagliare dal legno tappi per bottiglie e caraffe così da aromatizzare le bevande, anche la semplice acqua.
Unica avvertenza: mai utilizzarlo come legno da ardere; l’odore che ne risulta è troppo forte.
In Alto Adige e in Tirolo è facilmente reperibile in erboristeria o sulle bancarelle dei mercatini artigianali l’olio essenziale di cirmolo o zirbenöl, ottenuto per distillazione a vapore dei ramoscelli e/o aghi e utilizzato in particolare per le sue proprietà aromaterapiche. Chi non possiede mobili in cirmolo può simularne l’effetto con alcune gocce di olio essenziale su di un batuffolo vicino al letto o negli armadi. L’olio è ottimo per suffumigi in caso di raffreddore o tosse e, se aggiunto a creme all’arnica o a oli vegetali, diventa un ottimo prodotto da massaggio per alleviare dolori e tensioni muscolari.
In definitiva il cirmolo rappresenta una fonte inesauribile di soluzioni olfattive utili al vivere
bene. Questo legno aromatico è stato una bellissima sorpresa.
Il suo profumo balsamico intenso e al contempo delizioso e quel suo cotè speziato e aromatico che rendono la fragranza complessa e sfaccettata mi hanno fatto sorgere spontanea una domanda: e se provassimo a mescolare il suo olio essenziale con materie prime più affini al mondo della profumeria che a quello dell’aromaterapia?
Potrebbe essere una sfida intrigante.
Il pino cembro in profumeria
Giovanni Sammarco per Pinus di Odur (2017)
Il cirmolo è protagonista di Pinus, uno dei numerosi profumi che Giovanni Sammarco ha creato per Odur, brand svizzero fondato nel 2017 da Claudio Zier e Patrick Stebler. Si tratta di una linea di fragranze interamente dedicata al loro cantone, i Grigioni. Come ci racconta Sammarco la scelta del pino cembro, tipico delle foreste grigionesi, è stata una richiesta specifica dei committenti per sottolineare il legame unico tra i loro profumi e il territorio. Non è stato comunque semplice l’incontro con questa materia prima, innanzitutto perché non è una tipica sostanza usata in profumeria. L’albero cresce in una zona ristretta, limitata a una parte dell’arco alpino e dei Carpazi. Buona parte della piccola produzione di olio essenziale è dedicata all’aromaterapia, quindi le quantità disponibili sono piuttosto scarse. Inoltre, nel caso specifico del profumo Pinus, i committenti volevano utilizzare solo un olio di origine svizzera.
Analizzandone le proprietà olfattive, Sammarco descrive l’odore dell’olio essenziale di cirmolo come molto caratteristico e differente da quello degli altri oli essenziali di pino per le note più calde e meno pungenti, peculiarità data dalle sue componenti principali: α-pinene, limonene, β-phellandrene e β-pinene. In Pinus il creatore ha esaltato queste qualità combinandole con patchouli, agrumi, tra cui il bergamotto, sandalo, altre note legnose e un’importante base ambrata. Nonostante la realizzazione del profumo abbia richiesto diverso tempo sia per la difficoltà di reperire la materia prima sia per la definizione finale della formula in accordo con i proprietari del marchio, per Sammarco l’esito del progetto è stato interessante. Ha dato vita a una fragranza potente, con una concentrazione di oltre il 35%, dove “la forza del Pinus cembra si è ben combinata con l’intensità degli altri ingredienti”.
Consiglia
Per chi desidera cimentarsi in qualche esperimento olfattivo con il cirmolo, Giovanni suggerisce alcune materie prime che ben si abbinano con questa essenza: patchouli, bergamotto (se possibile crudo), ambre sintetiche, incenso.
Antonio Gardoni per 0,7738 di Bogue (2019)
Nel 2019 Antonio Gardoni, fondatore di Bogue, ha usato il pino cembro in 0,7738, profumo creato in esclusiva per Lucky Scent Los Angeles e New York. Abile affabulatore, Gardoni racconta questa fragranza come una “battaglia immaginaria dove ylang-ylang, gelsomino e tuberosa cercano di farsi strada fra solidi tronchi di abeti, cipressi, cedri del Libano e fronde di pino cembro”. Per movimentare l’azione, Gardoni ha aggiunto nella composizione anche spezie, erbe e agrumi che, nella sua visione, “affiancano le due fazioni in un’alternanza di fedeltà e tradimenti”.
Il pino cembro è risultato particolarmente funzionale a questo racconto grazie al suo profilo olfattivo speziato, resinoso, balsamico, insieme dolce e sfuggente.
È ormai nota la predilezione del nostro autore per le note legnose legate ai grandi alberi. Egli racconta di aver collezionato nel corso del tempo vari tipi di estrazioni della stessa pianta o anche estratti della stessa specie cresciuta in luoghi diversi. Il pino cembro rappresenta un capitolo molto importante in questa particolare devozione per le essenze lignee. “La sua complessità è stata una scoperta e insieme una sfida entusiasmante”, spiega Gardoni che ha integrato l’olio essenziale di
cirmolo anche in diverse formule di profumi su misura. Ciò che maggiormente lo ha ispirato di questo legno è “la sua natura chiara e ambigua, in perenne alternanza”.
Consiglia
Per chi desidera cimentarsi in qualche esperimento olfattivo con il cirmolo, Gardoni suggerisce:
45 % Cirmolo o.e. (Pinus cembra)
20 % Benzoino Siam resinoide (Styrax tonkinensis)
5 % Ambermax Givaudan
7 % Aldeide C11
5 % Aldeide C16
10 % Tea trea o.e. (Melaleuca alternifolia)
8 % Menta piperita o.e. (Mentha piperita)