Per le sue tante sfumature, molti riconoscono a questa pianta una straordinaria ricchezza olfattiva

Per i francesi è l’Immortelle, perché il giallo dei suoi fiori rimane pressoché inalterato anche dopo la raccolta e l’essiccazione. L’elicriso è una pianta nota già nel mondo antico, che cresce
in modo spontaneo in paesi del sud Europa quali Francia, Italia, Spagna, Grecia. È un arbusto in
parte lignificato con le foglie lunghe, lineari, dal colore grigioverde con sfumature argentate.
Predilige i terreni soleggiati e il caldo dell’estate.
Non teme il freddo invernale, ma soprattutto ama la vicinanza del mare, dove l’aria si arricchisce di salsedine e la brezza umida si spinge per qualche chilometro verso l’interno. L’elicriso è molto presente in Sardegna. Così come si racconta che fosse proprio l’odore di questa pianta a
segnalare a Napoleone, quando era ancora in mare aperto, che stava per raggiungere il suolo
della natia Corsica. Ma il suo profumo penetrante e antico accomuna molte delle terre che si
affacciano sul bacino del Mediterraneo. Nel mese di giugno l’elicriso di Herbio, che abbiamo
messo a dimora sulle ondulate colline attorno a Fano, a due passi dalla costa adriatica, produce
degli steli lunghi che si protendono verso il sole. Su questi steli si aprono, nel giro di poche
settimane, migliaia di infiorescenze giallo oro.
E allora il rimando all’etimologia del nome diventa evidente, con l’omaggio al sole e al colore dorato. Elicriso, appunto. L’aria sia di giorno che di notte si riempie del suo aroma mielato, cumarinico, dolce e leggermente legnoso-floreale, che ricorda la liquirizia con punte di menta e camomilla. Quando i fiori sono tutti schiusi e prima che, lasciati sulla pianta, comincino a imbrunire è l’ora della raccolta per la produzione di olio essenziale. La distillazione in corrente di vapore ci consente di estrarre in maniera dolce e naturale le essenze profumate. Scegliamo giornate assolate e asciutte per gli sfalci. Una volta raccolti, disponiamo fiori e steli nella caldaia del distillatore in modo omogeneo. Il vapore, che viene fatto scorrere dal basso verso l’alto, cattura e trasporta le parti volatili e idrosolubili prima di essere convogliato in un condensatore, all’interno del quale, raffreddandosi, torna allo stato liquido. In un collettore vengono poi raccolti l’acqua aromatica e l’olio essenziale.
Con l’aiuto di un imbuto separatore distinguiamo e imbottigliamo sia l’acqua che l’olio.
La resa in olio essenziale è piuttosto contenuta. L’elicriso è una essenza preziosa che si lascia catturare con parsimonia. Una volta prodotto, l’olio viene lasciato a riposo per qualche settimana prima di assumere la sua stabile consistenza finale. Rispetto alla pianta fresca risulta più speziato, con una sfumatura che richiama un po’ quella del tabacco. Per le sue tante sfumature, non sono pochi coloro che riconoscono all’elicriso una vera e propria ricchezza olfattiva, grazie alla quale questa pianta saprà conquistarsi il posto che finora non ha avuto nell’affascinante e suggestivo mondo dei profumi.